Nella vita, così come nello sport sembra che il mondo si divida in chi è destro (90%) e in chi è mancino, salvo poi scoprire che esistono casi di esseri umani con “poteri soprannaturali” che sono ambidestri. 


La realtà dei fatti mostra che tutti noi abbiamo la potenzialità per utilizzare la parte sinistra e la parte destra del corpo con uguale destrezza e abilità, è solo questione di pratica e di “allenamento mentale”


Probabilmente anche tu farai cose in modo naturale, ossia senza pensare al gesto, con la mano o il piede definito “debole”.

Ancora più divertente nello sport e frequentemente nel calcio, è la frase di giocatori, allenatori e giornalisti che giustificano un errore dicendo: “Non è il suo piede”, oppure “Ha dovuto appoggiarla con il piede debole”, salvo poi meravigliarsi e considerare “fenomeni” gli atleti che utilizzano la parte destra e sinistra del loro corpo con estrema naturalezza e risultati di alto livello. 


Ora come mental coach e osservatore mi chiedo: “Ma sarà proprio vero che esistono atleti più fortunati che nascono ambidestri e altri, penalizzati in partenza, che sono soltanto destri o soltanto mancini? 

E cosa vuol dire la frase “Non è il suo piede”? Se il piede non è del calciatore di chi è? 

E come si spiega il miracolo che sia “attaccato” alla gamba dal momento in cui è nato? 

Altra frase comune è quella che parla del “piede debole”, ma se il piede è debole cosa si può fare per renderlo più forte? 


È chiaro che le mie domande sono delle provocazioni ma è utile sapere che piedi e mani sono biologicamente uguali, ciò vuol dire che possono fare esattamente le stesse cose, come il nostro cervello da un ordine alla parte destra del corpo, allo stesso modo lo può dare alla parte sinistra. 


Qualsiasi persona può confermare ciò che dico se un giorno ha subito la frattura di una mano e per 40 giorni ha dovuto scrivere con la mano “debole”: il risultato sarà stato esteticamente meno bello del solito ma la pratica di 40 giorni avrà portato ad un miglioramento sostanziale in termini di calligrafia e velocità nella scrittura. 

Ebbene la stessa cosa avviene con gli sportivi e i calciatori. 

Oggi pensando a giocatori ambidestri la nostra mente corre a Cristiano Ronaldo e Zlatan Ibrahimovic atleti considerati ambidestri per avere la capacità di calciare con naturalezza, forza e precisione con entrambi i piedi e che, per questa qualità e molte altre, sono elogiati da tecnici e giornalisti che li consideravano ambidestri come se fossero nati “fortunati”. 

In realtà entrambi si allenano costantemente e quotidianamente calciando e crossando con entrambi i piedi, con la stessa intensità impegno e costanza. 

Ripetizione dopo ripetizione, giorno dopo giorno, allenandosi in modo specifico “l’ambidestro ritenuto naturale” è colui che mostra più volontà di altri atleti di migliorarsi quotidianamente fissando ad ogni allenamento nuovi obiettivi. 


Per la cronaca durante mesi e ancora oggi Cristiano Ronaldo, calcia in porta almeno 50 volte con il piede destro e 50 volte con il piede sinistro, cosa che lo ha portato a creare un automatismo e generare una fiducia in sé che lo fa sembrare agli occhi di colleghi e osservatori un ambidestro naturale. 

Zlatan ibrahimovic, uno dei più attaccanti degli ultimi 10 anni in realtà fa la maggior parte delle sue attività quotidiane utilizzando la parte destra del corpo ma sa calciare con il piede destro o sinistro in modo praticamente uguale e estremamente efficace. 

Come Mental Coach ho la certezza assoluta che qualsiasi calciatore che lo desideri fortemente può essere “ambidestro naturale”. 

Attraverso la pratica quotidiana, la determinazione a migliorarsi continuamente ed un adeguato allenamento mentale ci saranno miglioramenti rapidi ed evidenti. 


Una delle maggiori limitazioni viene dalla mente dell’atleta stesso che crea la convinzione di essere destro o mancino basandosi su ciò che ha sentito e imparato fino a quel momento. 

Credendo che essere ambidestri sia una dote naturale, o si nasce così oppure non c’è nulla da fare, il calciatore limita la propria esperienza di apprendimento, ma con un buon allenamento mentale questa convinzione limitante potrà rapidamente essere sostituita da una nuova, diversa e estremamente motivante producendo risultati molto positivi e visibili durante le partite e gli allenamenti. 


Per concludere o una curiosità a cui vorrei mi rispondessi: “Tu sei destro, mancino o ambidestro?”


N.B. L’allenamento specifico sulla lateralità, ossia la distinzione tra l'utilizzo nei gesti motori di una parte del corpo piuttosto che l'altra, deve essere fatto soltanto a partire dai 14 anni (alcuni specialisti sostengono che sia possibile dai 12 anni di età) per permettere ai giovani atleti di sviluppare naturalmente l’utilizzo delle due parti del corpo senza forzature e scompensi. 

Per questa ragione è opportuno evitare di forzare ragazzini di 8 anni a fare allenamenti che un professionista di 20 anni dovrebbe fare quotidianamente. 

®© Diego Trambaioli

Foto: Google Search

 

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Mental Coach de Alta Performance
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