Lo sport offre sempre delle grandi sorprese, risultati sorprendenti in cui una piccola squadra, sulla carta destinata alla sconfitta riesce a fare una grande prestazione e sovvertire il pronostico. Se fosse tutto logico e matematico si perderebbe la magia e l’emozione che una partita può regalare ai protagonisti e agli spettatori. 

 

Ma come può succedere, soprattutto nel calcio, che una grande squadra di campioni possa perdere con l’ultima in classifica, ormai retrocessa e con, apparentemente poche motivazioni? 

 

Una delle cause principali viene comunemente definita come “approccio sbagliato” alla partita ma in realtà di cosa stiamo parlando?

 

In questo caso si parla della tensione con cui un atleta, o una squadra affrontano l’impegno agonistico. 

La tensione, quando utilizzata correttamente permette al giocatore e alla squadra di fare grandi prestazioni, funziona un po’ come il motore di una macchina che per rendere al meglio deve mantenere i giusti giri, evitando di girare troppo lentamente e spegnersi o eccessivamente veloce e fondersi.

Quando il giocatore entra in campo con la giusta tensione generalmente fornisce delle grandi prestazioni dal punto di vista atletico, tecnico e tattico semplicemente perché la concentrazione è al massimo, l’intuizione rapida e le scelte sono efficaci. 

La giusta tensione in poche parole aiuta a raggiungere la peak performance e mantenerla costante nel tempo.

 

E cosa succede se la squadra e il giocatore si trovano con una tensione bassa o insufficiente

La prestazione ne risente, i riflessi si appannano e il fisico non risponde prontamente agli stimoli inviati dal cervello: in pratica ci troviamo in quella situazione in cui si dice che una squadra forte ha “preso sottogamba” l’avversario sottovalutandolo; in poche parole la squadra arriva all'appuntamento scarica

 

E se al contrario la partita è estremamente importante e il giocatore e la squadra, già nei giorni precedenti la gara, la vivono con ansia eccessiva arrivando alla partita con la tensione troppo alta?  

In questo caso il periodo del “corto circuito energetico” è molto alto, i giocatori si fanno letteralmente “consumare” dalla tensione e arrivano al momento della partita con uno stato fisiologico e mentale alterato che influenza negativamente la prestazione, con scarsa precisione tecnica, scelte tattiche avventate e nervosismo che porta ad azioni di gioco spesso scorrette e a un dispendio di energia fisica eccessivo (il classico corre a vuoto e fa molta confusione).

 

Risulta chiaro che l’obiettivo dell’allenatore e del Mental Coach è quello di portare ogni singolo giocatore e, di conseguenza la squadra, ad avere la tensione ideale durante la settimana di allenamento e soprattutto durante il giorno della gara in cui esistono tre momenti fondamentali: 

1) Il pre partita

2) La partita

3) Il post partita

La domanda che sorge spontanea è la seguente: se durante la settimana la tensione non è stata ottimale il Mental Coach può e riesce a correggerla il giorno della partita?

La risposta è che non solo può, ma sicuramente deve e un Mental Coach preparato capisce rapidamente quali sono i punti che devono essere modificati per fare in modo che l’atleta renda al meglio delle proprie possibilità.

 

Vediamo nei dettagli le tre fasi fondamentali del giorno della gara. 

Spesso si dice che molte squadre vincono ancor prima di scendere in campo e questa affermazione ha un grande fondo di verità

 

Il pre partita è fondamentale, sbagliare l’approccio porta a “regalare” minuti preziosi agli avversari (sicuramente avrai sentito dire che la squadra x ha gettato al vento il primo tempo) in cui l’obiettivo è quello di “rientrare in partita”. 

Il Coach deve capire dal volto e dagli atteggiamenti dei calciatori se sono pronti, caso contrario deve capire se sono troppo rilassati o troppo tesi. 

Quando sono scarichi verrà chiesto al preparatore atletico di intensificare il livello del riscaldamento pre-gara e allo stesso il Coach chiederà che vengano proposti esercizi più complessi che non possano essere eseguiti meccanicamente ma che richiedano uno “sforzo mentale” dei giocatori. 

 

Oltre alla parte fisica il Mental Coach potrà parlare al gruppo, o individualmente, stimolando attraverso utilizzo di tecniche di ipnosi, modulazione della voce e ancoraggi il recupero della tensione corretta. 

 

Quando al contrario il Mental Coach percepisce che la tensione è eccessiva deve “spegnere l’incendio mentale” prima che sia troppo tardi.

Potrà farlo chiedendo al preparatore atletico di prolungare l’attività di stretching, suggerendo il migliore tipo di respirazione individuale per diminuire l’ansia e la tensione, parlando e scherzando con i giocatori utilizzando un tono di voce rassicurante (se fatto individualmente funzionerà ancora meglio) e invitando l’allenatore a parlare di aspetti tecnici e tattici molto ben conosciuti dalla squadra che contribuiranno a generare fiducia e sicurezza. 

 

Durante la gara diventa fondamentale il compito dell’allenatore, perché raramente il Mental Coach è presente a bordo campo. 

In partita l’allenatore ha il dovere di mantenere i livelli di tensione corretti e ha il potere di condizionarli durante tutti i 95 minuti. 

Un commento sbagliato e una parola fuori posto possono destabilizzare l’atleta in campo. In caso di errore l’allenatore deve sempre incoraggiare il giocatore, criticarlo durante la partita può avere effetti pessimi non solo per il prosieguo dell’incontro ma anche determinare pessime prestazioni nelle settimane successive. 

Durante la partita l’ottimo allenatore stimola, incoraggia e applaude le giocate dei propri atleti sapendo che gli errori verranno analizzati e valutati a mente fredda a partire dal primo allenamento settimanale.

 

L’ottimo allenatore sa anche controllare i momenti di euforia (soprattutto dopo il gol) e richiamare i propri giocatori alla giusta tensione, solitamente ha due/tre giocatori di fiducia dentro il campo che gli fanno da portavoce non essendo ancora previsto il timeout nel calcio.

 

Quando la squadra deve alzare o abbassare i ritmi di gioco l’ottimo allenatore saprà cambiare la tattica senza che questa incida sulla tensione dei suoi giocatori e se invece la pressione degli avversari si fa insistente il compito dell’allenatore sarà quello di “calmare” i propri giocatori in modo tale che mantengano alta la concentrazione e facciano gesti tecnici semplici utili ad alleviare la pressione avversaria. 

 

E perché si vedono spesso allenatori gridare a bordo campo in modo anche scomposto? Questo accade quando la squadra “giochicchia” perdendo completamente la tensione e riducendo i giri. In questo caso, e solo in questo caso, urlando l’allenatore cerca di provocare una reazione nei suoi undici uomini in campo.

 

Il dopo gara è un elemento fondamentale per il successo della carriera di un giocatore o la storia di un campionato di una squadra, ma spesso viene dimenticato e sottovalutato. 

Le parole dell’allenatore e del Mental Coach a fine gara hanno spesso un effetto poderoso sui giocatori che possono ancora trovarsi in uno stato di “trance agonistica” e soprattutto sono emotivamente ancora legati al risultato dell’incontro appena terminato.  

Dire le parole sbagliate può generare nell'atleta convinzioni estremamente limitanti che possono pregiudicare le sue future prestazioni ed è per questo che tutti gli eventuali errori vengono analizzati almeno 24 ore dopo l’evento. 

 

Nel caso contrario, tutti gli aspetti positivi di una vittoria, le belle giocate, e la fiducia aumentata vengono ancorate per potenziare ancora di più il “circolo di eccellenza” fatto di risorse utili e positive a cui l’atleta ricorre nel momento del bisogno.

È importante assaporare e commemorare ogni vittoria subito dopo lo sforzo agonistico così come è fondamentale, durante la settimana, analizzare tutti gli aspetti che, nonostante la vittoria, possono e devono essere migliorati. 

 

È solo attraverso l’allenamento continuo e costante, l’abitudine alla vittoria e all'eccellenza che un atleta può diventare un grande campione e una squadra scrivere la storia. 

®© Diego Trambaioli

Foto: Google Search | Google Search

 

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Mental Coach de Alta Performance
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