Ti è già capitato di trovarti in una situazione estremamente delicata in cui si è letteralmente “spenta la luce” e ti è sembrato di muoverti in mezzo alla nebbia fitta senza riuscire a trovare nessuna soluzione e risposta ai tuoi problemi?

Se la risposta è negativa ti faccio i miei complimenti più sinceri, se invece ti sei già trovato o ti trovi attualmente in questa situazione ho una ottima notizia da darti: se c’è un problema c’è anche una soluzione. 

 

Sì hai letto bene, la soluzione è lì che ti aspetta, forse non evidente e chiara perché ancora intrappolata nel tuo “sistema mentale” ma sapere che esiste procura un certo sollievo.

Come identificare la soluzione migliore per noi ce lo spiega il professor Giulio Nardoni inventore del metodo Problem Solving Strategico (PSS) che rappresenta la tecnologia avanzata per trovare soluzioni realmente efficaci ed efficienti a problemi complessi.

Il PSS si applica a qualsiasi tipo di problema e riscuote particolare successo nel contesto manageriale, ambiente dove chi gestisce aziende e gruppi di lavoro ha necessità di molti strumenti utili a risolvere con efficacia e in tempi rapidi situazioni complicate e nuove sfide.

 

Molti ancora credono che la soluzione a problemi che ci tormentano per lungo tempo sia il classico “colpo di genio” che viene o non viene...destino o fortuna che sia, l’importante è preparare il terreno per avere una scusa plausibile a giustificare la mancanza d’azione. 

La verità è ben diversa: quello che comunemente viene chiamato colpo di genio in realtà è una intuizione indotta facilitata e accompagnata da un processo sistematico che ci porta ad uscire dai nostri vincoli mentali per esplorare un nuovo territorio e trovare le migliori soluzioni possibili ai nostri dubbi e vincere le sfide presenti e future.

 

Il Modello di Problem Solving Strategico ci permette di accedere alle risorse della nostra mente momentaneamente sedate lasciando spazio di espressione all'inventiva personale e alla creatività.

Molto spesso quando ci troviamo di fronte a una difficoltà cerchiamo nelle nostre esperienze passate, personali o professionali, un comportamento che abbiamo adottato in una situazione simile e che ha già funzionato ma non sempre questa soluzione risulta essere efficace. Ci avviciniamo alla soluzione, utilizziamo la stessa strategia limitando le nostre risorse interne e focalizzando sul determinato comportamento che in passato era stato utili ma che oggi ci porta insoddisfazione e stress per non rivelarsi altrettanto efficace. 

Più applichiamo questa strategia più la difficoltà iniziale non si risolve, anzi sembra complicarsi, trasformandosi in un problema maggiore. 

In questi casi è utile cambiare l’approccio e affidarsi ai 7 passi di soluzione dei problemi (PSS) che ci propone il Professor Giulio Nardoni.

Il punto di partenza è riconoscere che non esiste un’unica realtà ma tante quante sono le nostre interazioni con tutto ciò ci circonda: in parole semplici“ognuno costruisce la realtà che poi subisce”.

Partendo da questo presupposto ecco in sintesi, i 7 passi da seguire:

 

1) Definire il problema nei termini più concreti e descrittivi possibili

Concentrando l’attenzione su come il problema si presenta attualmente e su come agisce bisogna porsi 5 domande fondamentali: ora, in questo preciso momento e su come funzioni:

- Cos'è effettivamente il problema?

- Chi è coinvolto in questo problema?

- Dove esso si verifica?

- Quando si presenta questo problema?

- Come funziona?

Una volta risposto puntualmente a queste domande è interessante chiedersi come altre persone reagirebbero in questa stessa situazione, facendo questo esercizio mentale allarghiamo la nostra percezione dando al problema delle nuove prospettive.

Nel caso invece in cui l'obiettivo fosse quello di migliorare una situazione attuale e non risolvere un problema vero e proprio (come ad esempio migliorare la propria situazione economica, aumentare la produttività di un’equipe di lavoro, ecc.) si partirà dall'obiettivo da raggiungere, per poi analizzare le carenze o le sfide immediate da vincere per raggiungere il risultato desiderato. 

Definire il problema è un passo fondamentale quindi non abbiate fretta, prendetevi il tempo necessario perché il tempo dedicato all'analisi iniziale sarà tempo risparmiato nelle successive tappe in direzione al successo desiderato tanto che lo stesso Napoleone diceva:“Siccome ho fretta, vado molto piano.”

 

2) Accordare l'obiettivo

Una volta definito chiaramente il problema, il passo successivo è quello di concordare sempre in termini concreti, tutti i cambiamenti necessari che, una volta realizzati, vi faranno affermare con assoluta certezza che siete arrivati alla soluzione. In altre parole è necessario stabilire dei fatti evidenti che sono prova tangibile che il risultato sperato è stato raggiunto.

Dovrete dedicare un tempo significativo a questa fase, tanto importante come la prima perché permette di stabilire le mete concrete che serviranno come “navigatore” per indicarci che siamo sulla strada giusta nel rispetto dei tempi stabiliti.

 

3) Individuazione e valutazione di tutte le soluzioni tentate fino ad ora per risolvere il problema, ed anche di tutti i tentativi fallimentari messi in atto allo stesso scopo

Concentrare l'attenzione sui tentativi fallimentari che non hanno permesso di raggiungere il risultato sperato ci evita di cercare nuove soluzioni prima di aver indagato su tutto ciò che non funziona.

Questo permette di:

- Individuare cosa non fare, poiché non ha funzionato, e di conseguenza, orientare la nostra attenzione verso alcune soluzione alternative che possono dimostrarsi risolutive.

- Evidenziare ciò che ha funzionato bene fino ad ora vi aiuterà ad analizzare se le stesse soluzioni sono riproducibili nella presente situazione.

 

4) La tecnica del come peggiorare

A prima vista questa può sembrare una tecnica assurda ma in realtà rispondere alla domanda: “Se volessi far peggiorare ulteriormente la situazione invece di migliorarla, come potrei fare?” ci aiuta a ampliare l’orizzonte delle possibilità e, di fatto, creare un'avversione verso tutte le possibili azioni fallimentari compiute in precedenza con la conseguenza di rendere ancora più evidente la necessità di un cambiamento, fatto che aumenta la motivazione per riuscire a raggiungere i risultati prefissati.

 

5) La tecnica dello scenario oltre il problema

Al fine di facilitare la risoluzione del problema si fa ricorso ad un'altra strategia:

Utilizzando questa tecnica l'immaginazione viene lasciata libera di vedere lo scenario, per poi in un momento successivo selezionare gli aspetti realizzabili concretamente.

In altre parole dobbiamo vedere “nel futuro” descrivendo tutto ciò che percepiamo, sentiamo e osserviamo quando abbiamo già raggiunto il risultato sperato.

Facendo questo esercizio di “visualizzazione del futuro” è possibile anche vedere quali sarebbero gli effetti collaterali indesiderati del successo del nostro progetto, che dovranno essere gestiti in anticipo. 

 

6) La tecnica dello scalatore, o dei piccoli passi

Ogni viaggio, anche il più lungo inizia con il primo passo.

La difficoltà maggiore è spesso quella di identificare quale sia il primo passo da compiere e a tutto ciò si può porre rimedio immaginando la scalata di una montagna e utilizzando la tecnica dello scalatore. 

Lo scalatore che vuole di raggiungere la vetta di una montagna alta realizzerà il suo obbiettivo passo dopo passo ma invece di partire dalla base della montagna, nello studio del percorso da seguire, parte dalla vetta e procede a ritroso fino al punto di partenza.

Questa tecnica aiuta ad evitare di progettare dei percorsi fuorvianti rispetto all'obiettivo da raggiungere permettendo di individuare il percorso più rapido, sicuro e concretamente necessario alla risoluzione del problema.

In parole semplici l’obbiettivo finale viene segmentato in diverse mete o micro-obbiettivi (passi) descritti guardando dall'alto della montagna (obbiettivo) fino alla base della stessa (primo passo). Vedersi nel futuro renderà molto più semplice osservare il percorso fatto e descriverlo dettagliatamente prendono avvio dal punto di arrivo (la vetta alla montagna) che si vuole raggiungere e tornano indietro fino al punto di partenza. In altre parole si parte dalla soluzione per giungere al problema, in un’ottica opposta a quella che si usa comunemente per risolvere dei problemi.

 

7) Aggiustare progressivamente il tiro

Esistono problemi complessi che richiedono aggiustamenti in corsa e più soluzioni in sequenza. In questo caso è più utile affrontare il problema più accessibile sul momento mettendo in “lista di attesa” gli altri.

Una volta risolto il primo, passate a| Z l secondo e così via, mantenendo sempre vivo dall'inizio il quadro generale della situazione e le possibili interazioni fra le concatenazioni dei problemi.

Così facendo sarete in grado di aggiustare progressivamente il tiro, avendo sempre presente dove volete concretamente arrivare in modo tale da sapere quando ci siete arrivati. Con questa postura e attenzione riuscirete ad agire in modo dinamico per far fronte a tutti i cambiamenti che si presentano via via in itinere fino a giungere alla soluzione stabilita.

 

Utilizzando questo metodo riuscirete a liberarvi dalle trappole che la vostra mente crea raggiungendo risultati sorprendenti di forma efficace e in tempi bravi. 

Siete realmente pronti?

®© Diego Trambaioli

Foto: Google Search | Google Search

 

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Mental Coach de Alta Performance
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