Qualunque persona che abbia assistito dal vivo ad un spettacolo in teatro oppure ad un concerto musicale conoscerà la differenza tra l’illuminazione generale del palco che, illumina di forma uniforme tutta la scena e il “seguipersone” o meglio conosciuto come “occhio di bue”.

Il risultato cambia completamente e l’attenzione dello spettatore allo stesso modo viene indirizzata dal tipo di luce utilizzato durante lo spettacolo.

 

Abbiamo visto come funziona l’illuminazione generale, ma cosa è l’occhio di bue? 

Ebbene il seguipersone è uno degli strumenti utilizzati per l'illuminazione in ambito teatrale, televisivo, musicale, ed in generale in tutti i campi dello spettacolo.

 

Si distingue per la capacità di proiettare un fascio di luce concentrato e molto ben definito, e per il fatto di essere costantemente manovrato da un operatore; infatti l'utilizzo tipico è quello di "seguire" i movimenti di un attore, cantante, ballerino sul palcoscenico. 

 

Tutto bene Diego, ma sei qui per parlarci di luci o della differenza tra un buon atleta e un campione? 

Delle due cose :)

 

Ovviamente le differenze tra le luci di illuminazione generale del palco e dell’occhio di bue sono soltanto una metafora estremamente utile per rendere concreto ciò che succede nella mente dell’atleta (di qualunque sport) quando indirizza la propria concentrazione e i propri pensieri verso una direzione ampia e poco definita garantendo una illuminazione uniforme e di media intensità oppure in un punto specifico del palco che viene intensamente illuminato.

 

Concretamente parliamo del primo caso, che è tipico della maggioranza delle persone e cioè, quando chi si appresta a svolgere un compito si perde nel flusso dei propri pensieri e l’attenzione non è focalizzata solo sull'azione specifica che deve essere eseguita ma è frammentata in moltissimi altri aspetti che spesso sono inutili e improduttivi.

In modo specifico parlando di sport questo comportamento è tipico di un atleta che durante una gara (individuale o di squadra) da libero spazio a pensieri limitanti che lo proiettano in un futuro negativo come: “Se sbaglio la prossima azione sicuramente perderò”, “Se sbaglio la battuta, è la fine”, “Se non conquisto il prossimo punto non avrò speranze…”

Questo tipo di pensiero legato al futuro semplicemente aumenta le preoccupazioni, l’ansietà, e fortifica creando l’immagine concreta di quello che potrebbe accadere di brutto o di indesiderato.

Se i pensieri che ci proiettano al futuro sono pericolosi durante una gara altrettanto insidiosi sono i pensieri che ci fanno ripiombare nel passato. 

Ecco alcuni esempi di questi pensieri nello sport: reclamare con l’arbitro per una decisione che si ritiene sbagliata e utilizzarla come alibi in caso di sconfitta, ripensare all'errore appena fatto, ad uno scontro verbale con un avversario o un compagno, oppure ad un richiamo non condiviso del proprio allenatore. 

Concentrarsi su questi pensieri limita la lucidità mentale dell’atleta con conseguenze negative sulla prestazione.

 

Oltre al futuro e al passato esistono pensieri estremamente limitanti che portano l’atleta distante dall'incontro e, di fatto, allontanandolo dal momento presente. 

Pensieri come: “Dopo la partita devo parlare con l’allenatore, il presidente, il medico, ecc”, “Voglio vedere cosa scriveranno i giornalisti questa volta…”, ecc, limitano la concentrazione, riducono l’attenzione e di conseguenza il livello della prestazione diminuisce.

 

Tutti gli esempi forniti per gli atleti possono tranquillamente essere applicati alla vita personale e professionale di ognuno di noi, pensieri limitanti che limitano l’efficacia delle nostre azioni producendo risultati insufficienti e spesso pessimi.

Interessante vero?

 

E cosa succede quando, al contrario, un atleta, e più in generale ciascuno di noi funziona come un occhio di bue?

Il pensiero, così come la luce sarà indirizzato in una unica specifica direzione, seguita con precisione e costanza producendo grandi risultati nella vita personale e professionale. 

Focalizzarsi su una cosa alla volta vuol dire essenzialmente occuparsi dell’unica cosa importante che si sta facendo (una gara nel caso degli atleti), con la mente concentrata sul momento presente, nel luogo in cui ci si trova e con totale concentrazione sull'azione specifica che deve essere eseguita. 

Essere focalizzati non è un desiderio, è un comportamento che con il tempo si fortifica diventando un abitudine e si consolidando in un modo di essere; questo è ciò che gli esperti di Mindfulness chiamano di “attenzione piena”, ossia “Vivere totalmente il momento Presente”.

 

In molte culture questo concetto viene chiamato “Vivere il Presente”.

 

Che belle parole, ma come è possibile allenarsi per “funzionare” come un occhio di bue?

Per prima cosa è importante sapere che siamo progettati per pensare e sempre avremo un flusso di pensieri che percorrerà la nostra testa, così come il nostro corpo sarà soggetto ad emozioni che influenzano il nostro stato emozionale.

Nemmeno nella meditazione zen e nella meditazione profonda esiste assenza totale di pensiero e emozioni, potremo solo prendere atto che esistono senza farci condizionare e rubare l’attenzione.

In pratica bisogna imparare a lasciar scorrere via i pensieri improduttivi; farli passare senza necessariamente trattenerli, affrontarli, o cercare di risolverli tutti istantaneamente. Gli esseri umani non sono computer multitasking, noi possiamo fare ottimamente soltanto una cosa alla volta. 

So che mi dirai che fai 10 cose allo stesso tempo, ma le fai tutte con lo stesso grado di eccellenza? 

 

Ora che abbiamo visto l’utilità di funzionare come un occhio di bue sorge spontanea la domanda: “Perché poche persone riescono a concentrarsi totalmente su un unico obiettivo alla volta?

La risposta è semplice: “Perché poche persone si allenano per farlo!

E ciò che è positivo è che qualsiasi persona con il giusto allenamento può arrivare ad ottenere risultati sorprendenti e fornire prestazioni eccezionali.

 

In modo estremante pratico è necessario:

- Liberarsi da ogni forma di pregiudizio sia che venga dall’esterno, sia che suo frutto del proprio pensiero.

 

Smettere di alimentare emozioni improduttive come: ansia, insicurezza, frustrazione, paura del risultato, preoccupazione, tristezza, ecc.

 

Coltivare e aumentare quotidianamente la propria autostima.

Fidarsi del proprio corpo e seguire il proprio istinto perché, a livello incosciente il corpo già conosce e sa come fare l’azione che sta per essere eseguita. 

 

Mantenere alta la concentrazione su ogni singola azione che si deve fare, dalle cose più importanti come preparare una relazione fondamentale a quelle più semplici come lavarsi i denti o mangiare.

 

- Durante gli allenamenti focalizzare l’attenzione soltanto su un unico aspetto pratico, determinando gli obiettivi di prestazione che si vogliono raggiungere ad ogni allenamento (senza concentrarsi su obiettivi di risultato e ricordando l’importanza del momento presente).

 

Concentrarsi su un compito alla volta.

 

Seguendo queste semplici indicazioni anche tu, come gli atleti e gli imprenditori che seguo, riuscirai a funzionare come un “occhio di bue” ottenendo risultati brillanti perché se io ci riesco anche tu ci puoi riuscire. E questo è un fatto!

®© Diego Trambaioli

Foto: Google Search | Google Search

 

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Mental Coach de Alta Performance
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