“Quando sai chi sei e cosa vuoi, non è qualunque cosa che ti soddisfa e ancora meno che ti impressiona.”

(Diego Trambaioli)

 

Nello sport come nella vita ci sono momenti in cui tutto va bene, ci sentiamo forti e fiduciosi e qualunque cosa che abbiamo pianificato succede esattamente come l’avevamo immaginata e anche meglio. In questo momento in cui tutto “gira per il verso giusto” sentiamo una grande energia che ci fa facilmente pensare che poter raggiungere risultati spettacolari sia facile.

Ma come la natura ci insegna non esistono solo ed esclusivamente le giornate di sole, ogni tanto il tempo cambia e vengono le nuvole a rendere il cielo meno luminoso promettendo pioggia. 

 

La stessa cosa succede nella vita e nello sport: le cose posso andare momentaneamente male, possono nascere degli imprevisti che cambiano radicalmente la situazione. 

Un infortunio, un cambio di preparatore e di allenatore possono interrompere quell'equilibrio perfetto e magico che garantisce all'atleta una prestazione di alto livello, ma è proprio nei momenti più complicati che avviene la selezione naturale tra atleti “normali” che raggiungono i loro risultati e i “campioni” che “scrivono la storia”.

Alcuni atleti spendono più energie a creare alibi giustificare le sconfitte causate da situazioni impreviste, molti pensano a possibili difficoltà ancora prima che queste si presentino (es: E se mi infortuno? 

E se non mi sento bene il giorno della gara, ecc) e pochissimi vedono le difficoltà come una possibilità di migliorare, una sfida con sé stessi utile a raggiungere ancora più rapidamente il successo. 

È proprio qui, sulla convinzione, che si crea la differenza tra il buon atleta e il campione.

 

Il fuoriclasse crede fino in fondo nelle proprie capacità e possibilità; la convinzione è molto più forte del desiderio. Puoi desiderare di essere il più forte di tutti, il numero 1, sognare di vincere trofei in serie e tutto ciò è importante, è il primo passo verso il successo, ma se non credi totalmente che questo sia possibile il tuo desiderio resterà un sogno ad occhi aperti. 

Crederci ti porta a raddoppiare le tue forze, a mantenere l’attenzione elevata e alimentare una grande determinazione che ti permette di affrontare tutte le sfide e i momenti delicati che puntualmente ogni atleta deve affrontare nella carriera agonistica. 

Crederci ti fa allenare anche quando l’allenamento è finito, ti fa migliorare tecnicamente e ti fa correre meglio e più veloce dell’avversario. 

Più ci credi più aumenta la fiducia nelle tue possibilità, quando la fiducia aumenta la determinazione cresce al pari della concentrazione, la tua postura e la fisiologia cambiano e tutto ciò ti permette di partire in vantaggio rispetto ai tuoi avversari.

Credere in ciò che fai, sapere perché lo fai e avere chiaro dove vuoi arrivare ti dà una energia mentale estremamente elevata ed equilibrata che è uno degli ingredienti fondamentali per ottenere il successo: nessun campione è mai stato un campione senza crederci! 

 

So bene che molti di voi che state leggendo questo testo mi direte: “Diego io ci credo, ho fiducia in me e se poi non riesco a raggiungere il mio obiettivo?”

 

La domanda è logica e lecita e merita una risposta onesta.

Il successo ha un prezzo e così come la felicità il prezzo è alto, molto alto. Dovrai affrontare, cadute, delusioni, fatti imprevedibile che potranno anche renderti molto triste e dubbioso, ma tocca a te scegliere chi vuoi essere e dove vuoi arrivare. 

La cosa positiva è che la scelta è semplice, forse non facile ma sicuramente semplice perché hai soltanto due scelte.

 

Puoi dirmi: 

1 – Diego non sono disposto a pagare il prezzo per essere un campione perché se non arrivassi al livello desiderato sarebbe una grande delusione e quindi preferisco pormi obiettivi che siano facilmente raggiungibili e accontentarmi con ciò che verrà.

 

Oppure:

2 -  Voglio diventare un campione, voglio essere il numero 1 e sono disposto ad affrontare tutti i giorni le sfide che mi si presenteranno perché credo totalmente nella mia forza di carattere e nel lavoro quotidiano e nelle mie capacità.

 

Voglio lasciare ben chiaro che le due scelte sono totalmente degne di rispetto e ammirazione se prese in modo onesto. Nessuno ha il diritto di decidere per la vita altrui e ci vuole coraggio ad effettuare entrambe le scelte e come ogni scelta anche le suddette hanno alcune conseguenze.

 

Chi compie la prima scelta e si accontenta di ciò che verrà probabilmente vivrà una carriera senza grandi successi e senza molte delusioni, senza molti dolori ma soprattutto senza grandi gioie e emozioni. Una carriera da comprimario perché è la scelta di chi si accontenta di quello che verrà senza avere la capacità di determinare ciò che verrà. L’atleta che fa questa scelta ha alte probabilità di vedere i colleghi alzare trofei e nessuna possibilità di “scrivere la storia”. È la carriera del “Se avessi … “ e “Se fossi …”!

 

L’atleta che decide pagare il prezzo del successo otterrà grandi risultati e solleverà moltissimi trofei.

Una delle domande frequenti a cui devo rispondere è la seguente: “Diego ogni atleta che opta per la seconda scelta avrà successo?” 

La risposta è ovvia e forse crudele: “Assolutamente no!” 

Ma sicuramente chi decide di percorrere questa strada vivrà una carriera e una vita al massimo delle proprie possibilità, dando sempre il meglio, accettando le sfide quotidiane e non avendo né spazio, né tempo per alimentare rimpianti. 

Scriverà una storia personale di eccellenza e successo perché chiunque si spinga sempre al limite delle proprie possibilità vivrà qualche grande delusione compensata dall'emozione di gioie indescrivibili, vivrà una carriera e una vita piena superando le aspettative più ottimistiche. In poche parole sarà un Campione di vita indipendentemente dall'avere sollevato o meno trofei al cielo.

 

Ciò che rende tutto questo fantastico è che la scelta dipende solo ed esclusivamente da te.

®© Diego Trambaioli

Foto: Google Search | Google Search

 

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Mental Coach de Alta Performance
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