“Quando perdi una partita pensa rapidamente a ciò che puoi fare per vincere la prossima.

Se ti limiti a subire il peso della sconfitta l’unica certezza è che ne verranno tante altre.”

(Diego Trambaioli)

Fin da piccoli, dai tempi della scuola siamo stati abituati a ricevere consigli e correzioni da parte dei professori che con tutte le buone intenzioni cercavano di farci crescere aiutandoci a correggere i nostri errori. 

Se da una parte questo è un fatto positivo dall'altra è un aspetto molto limitante perché viene data molta più attenzione ai punti deboli trascurando spesso qualità e punti forti.

 

La stessa cosa accade oggi con molti allenatori che durante gli allenamenti riprendono e stimolano l’atleta a correggere i difetti senza elogiarne e potenziarne le qualità. Spesso l’eccesso di correzioni rallenta o blocca la crescita dell’atleta limitandone notevolmente le prestazioni.

È chiaro che tutte le correzioni, fatte con il giusto equilibrio e comunicate in forma efficace e efficiente sono fondamentali per migliorare gli aspetti carenti e potenziare talento e qualità dell’atleta. 

 

Nella realtà purtroppo tutto ciò accade molto raramente. 

 

Chi si allena esclusivamente per limitare e eliminare le proprie carenze dimenticandosi dei propri punti forti non diventerà mai un campione, lavorerà molto senza ottenere risultati di eccellenza mentre i Campioni fanno dei loro punti forti delle abilità eccellenti migliorando le prestazioni e ottenendo grandi successi professionali.

 

Se vuoi vincere e entrare nel ristretto gruppo dei migliori devi assolutamente conoscere i tuoi punti forti e con costanza allenarti per renderli prima ottimi e poi eccezionali e allo stesso tempo, con intelligenza limitare i punti deboli.

È sorprendente, e lo dico per esperienza professionale, vedere come la maggior parte degli atleti riesce ad identificare mediamente 6/7 punti forti, raramente superano i 10 e fino ad oggi nessuno ne ha trovati almeno 15. 

 

Diego ma perché succede?

Semplice, fin da bambini siamo abituati a concentrarci sui difetti, nei compiti gli errori sono evidenziati in rosso e le cose giuste non sono prese in considerazione (dovrebbero fare un bel cerchio verde sulle risposte esatte). 

Ci insegnano a concentrarci tanto sugli errori da migliorare che perdiamo di vista le nostre qualità, o peggio ancore, le riteniamo “normali” e non riusciamo a vedere tutto il talento che possediamo che ci rende unici e speciali…e questo non vale solo nello sport ma anche nella vita personale e professionale.

 

Ma come è possibile “fuggire” da questa abitudine limitante? 

Anche in questo caso la risposta è semplice, non esiste una ricetta magica ma semplicemente equilibrio che tradotto in numeri deve portarci a dedicare almeno il 50% del nostro tempo a rafforzare i nostri punti di forza dando attenzione nel resto del tempo ad un miglioramento globale e ad una riduzione dei punti deboli.

 

Come posso fare concretamente?

Il primo passo è sapere chi sei quindi con calma, è necessario riflettere, trovare un posto tranquillo, pensare all'attività sportiva praticata, respirare profondamente e prendendo carta e penna fare un elenco di minimo 12 punti di forza che ti contraddistinguono. 

È probabile che al sesto punto avrai un blocco, la mente cercherà senza successo, in questo caso il consiglio è quello di lasciare la lista in un posto di facile accesso e tornare a fare questa riflessione in un momento successivo. 

Per renderti la cosa più facile rispondi alla seguente domanda: “Se io chiedessi adesso al tuo allenatore quali sono i tuoi punti di forza, cosa mi risponderebbe?”

 

Quando la lista sarà completa bisogna selezionare soltanto 3 punti di forza (la concentrazione per essere al top deve limitarsi al massimo a 3 obiettivi) che garantiscono il miglior risultato alle prestazioni (Legge 80/20 di Pareto) e portano l’atleta a rendere al massimo, in pratica che aumentano esponenzialmente il suo livello di performance.

 

Il secondo passo è chiedersi come puoi rendere eccezionali questi punti forti, ossia aumentarne il livello.

Bisogna analizzare queste tre abilità o punti di forza che ti fanno fare delle prestazioni buone e, alle volte anche ottime e immagina di farle diventare eccezionali. 

Per farlo si possono utilizzare tutte le risorse fisiche e mentali a disposizione e sfruttare anche le immagini e i video di altri atleti.

 

Come in tutte le cose bisogna passare dalla teoria alla pratica e il terzo passo è quello di costruire un allenamento adeguato.

Migliorare un aspetto del proprio gioco che già ci riesce bene è una sfida che soltanto i migliori riescono a vincere quindi è necessario fare di questo obiettivo un punto di partenza per garantire un miglioramento continuo nel corso della carriera. 

Per diventare un Campione bisogna pianificare un allenamento, insieme al proprio allenatore e eseguirlo con costanza e determinazione.

 

Il quarto passo è allenarsi fisicamente, tatticamente e tecnicamente con il giusto approccio mentale.

Tutti i campioni eseguono costantemente due tipi di allenamento quello sul campo e l’allenamento mentale. Il primo, conosciuto da tutti come “tradizionale”, deve essere fatto con un atteggiamento mentale ottimale. 

Bisogna allenarsi con allegria, fiducia, entusiasmo e quella flessibilità che aiuta a gestire l’errore trasformandolo in un elemento fondamentale dell’apprendimento.

 

Il quinto passo che fa la differenza tra il giocatore normale e il Campione consiste nel consolidare il tutto con l’allenamento mentale

Un allenamento mentale di alto livello permette di imparare molto più rapidamente una nuova abilità (mediamente il 33% più rapido) con un alto livello di eccellenza che, tradotto in termini pratici, significa prestazioni costanti di altissimo livello con punte di rendimento eccezionale. 

 

Sapendo concretamente cosa fare per diventare un campione ti chiedo: sei disposto a prendere carta e penna per fare la tua lista dei punti di forza? Quando la farai?

®© Diego Trambaioli

Foto: Google Search | Google Search

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Mental Coach de Alta Performance
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