Se sei arrivato/a fino a qui probabilmente già saprai che cos'è il coaching sportivo e l’alta performance, chi è e cosa fa un mental coach e quindi, avendo molto rispetto del tuo tempo evito ripetere sempre le stesse cose che avrai già letto in numerosi siti e blog e ti dico perché è estremamente importante ciò che faccio con i “miei” atleti.

Il FIFPro, il sindacato Internazionale degli atleti fa annualmente delle ricerche sullo stato di salute dei giocatori professionisti, durante e dopo l’attività agonistica e i dati mostrano con chiara evidenza che al giorno d’oggi gli sportivi di alto livello hanno bisogno dell’appoggio di un mental coach che allena, sviluppa e potenzia tutte le capacità mentali dell’atleta garantendogli il mantenimento di una prestazione di alto livello.

 

Il tutto si traduce in una carriera più ricca di successi sportivi e, di conseguenza, economicamente molto soddisfacente, in un equilibrio fisico e mentale necessario ad affrontare lo stress da prestazione, del risultato e della popolarità e soprattutto facilita la piena consapevolezza come essere umano e il benessere generale.

 

Per arrivare ad ottenere questi risultati ho investito nella mia formazione e oggi come Master and Positive Coach, Master Practictioner in PNL e con la formazione di Ipnosi Ericksoniana e Linguaggio del Corpo riesco a utilizzare strumenti efficaci che garantiscono la migliore prestazione dell’atleta nel rispetto dei suoi valori e in equilibrio con i suoi obiettivi personali e professionali.

Credo molto nella mia professione e come Positive & Mental Coach sono sicuro che la presa di coscienza dei giovani sportivi sulla necessità di allenare e potenziare le risorse mentali che ognuno di loro possiede diminuirà il valore dei dati preoccupanti forniti nell’ottobre 2015 dalla FIFPro che ha fatto una ricerca con 826 giocatori ottenendo un verdetto allarmante: un giocatore su tre soffre di depressione. 

 

Sono stati analizzati i casi di 607 atleti in attività e 219 ritirati (per un totale di 826 elementi): il 38% ha dichiarato di soffrirne, il 35% di averne sofferto. Altri dati destano preoccupazione: il 23% degli intervistati ha disturbi legati al sonno, mentre il 28% paga le conseguenze dell'abuso di alcol.

 

L'Italia non figura tra i Paesi presi in considerazione dallo studio, così come l'Inghilterra e la Germania. Tra gli 11 Stati figurano invece Francia e Spagna, oltre a Belgio, Cile, Finlandia, Giappone, Norvegia, Paraguay, Perù, Svezia e Svizzera.

 

Significativi a riguardo sono gli interventi di Damiano Tommasi e della Psicologa dello Sport Marisa Muzio.

Damiano Tommasi, presidente del sindacato calciatori (Aic), che la vita del giocatore la conosce bene, ha lanciato l'allarme dalle colonne del Corriere della Sera, ma non punta il dito solamente contro lo sport più amato dagli italiani: "Uno su tre è tanto, non so se in Italia la situazione sia migliore. Ma al di là dei numeri si tratta spesso di vite al limite, con grandi pressioni, in cui si passa dall'essere qualcuno a sentirsi una nullità

Noi cerchiamo di lavorare con le società su questo, ma anche il nucleo familiare gioca un ruolo chiave. 

Si ragiona sempre e solo sugli stipendi, però dietro ai personaggi ci sono le persone, che magari fin dall'adolescenza hanno sacrificato tutto allo sport. 

Un Azzurro molto importante mi ha detto tre anni fa: "Un calciatore non ha diritto neanche di essere triste...". 

Le dinamiche personali, come per tutti, non sono solo quelle legate al lavoro".

 

Della vicenda ha parlato anche la psicologa dello sport Marisa Muzio: "Questi dati in effetti non mi sorprendono. Confermano studi e ricerche condotte negli anni e la mia attività professionale sul campo. Attenzione all'allarmismo: la depressione ha tanti livelli di gravità, come non c’è dubbio che lo sport d’alto livello sia un grande generatore di ansia. 

Non credo, però, che manchino gli strumenti per intervenire, o meglio, per prevenire. Piuttosto è ancora carente una corretta cultura di gestione della dimensione mentale dell’atleta".

Muzio ha inoltre affrontato la situazione dei calciatori del "Belpaese": 

"In Italia, soprattutto nello sport dei campioni stanno aumentando le domande di intervento dello psicologo. 

Il fatto positivo è che le maggiori richieste nascano non necessariamente da situazioni di bisogno, o di disagio. 

Piuttosto, colgo che c’è una maggior consapevolezza dell’importanza del lavoro mentale, che può aumentare resilienza, concentrazione, empatia, o l’intelligenza emotiva. Quest’ultima è così importante nello spogliatoio. Proprio l’emotività di un atleta, se attivata nel modo corretto, migliora la performance

E non si parla solo dei giocatori: sono anche le competenze chiave di una leadership efficace in panchina".

 

Tutti questi dati confermano che oggi allenare la mente fa la differenza…

Il tuo futuro dipende esclusivamente da te… 

Cosa hai deciso di fare?

Raccontami la tua storia…

®© Diego Trambaioli

Foto: Google Search | Google Search

 

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Mental Coach de Alta Performance
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