Quando finisce la partita soltanto tu sai se hai vinto o hai perso. 

Se hai dato tutto quello che potevi dare hai vinto, se non hai dato tutto hai perso. 

Il risultato finale è un semplice dettaglio.

(Diego Trambaioli)

 

Quando li guardiamo ottenere successi, essere vincenti e creare entusiasmo nel pubblico spesso crediamo che siano atleti baciati dalla dea bendata, ma la realtà è ben diversa: Campioni non si nasce ma si diventa. 

 

Un Campione diventa e si conferma tale ogni giorno, allenandosi, sforzandosi per superare il proprio limite e pensando come i vincenti. 

Non è il numero delle ore passato in campo o in palestra a determinare se un atleta sarà un fuoriclasse nella sua disciplina sportiva, ciò che davvero fa la differenza sono l’intensità, la qualità e l’atteggiamento con cui ci si allena.

 

Perché oggi i fuoriclasse si contano sulle dita di una mano mentre in tutti gli sport troviamo eccellenti professionisti che attraverso la costanza e uno grandissimo impegno quotidiano sono diventati ottimi atleti?

 

La risposta è semplice: la differenza tra il fuoriclasse e l’ottimo atleta è determinata da un ultimo passo che porta il primo ad essere un numero 1: l’atteggiamento vincente.

Ecco in 6 mosse cosa fa concretamente un fuoriclasse:

 

1) Crede prima di vedere il risultato.

Il fuoriclasse ha una grande convinzione, una forza naturale che lo porta a credere che sarà il migliore ancora prima che questo fatto succeda concretamente. 

Questo tipo di atteggiamento fa la differenza tra il Campione e gli altri ottimi atleti che cercano nei risultati la conferma che sono sulla strada giusta e stanno per raggiungere i propri obiettivi.

Il fenomeno non ha bisogno dei risultati positivi evidenti perché già sa che li raggiungerà “senza se e senza ma” ed è per questa ragione che non passa il tempo a confrontarsi con gli altri ma si dedica a lavorare per sfidare se stesso a superare il proprio limite.

Mentre un buon atleta acquista fiducia dopo aver ottenuto risultati positivi e atleti perdenti non credono alle loro potenzialità anche in presenza di qualche successo, il Campione ci crede da subito, ancora prima che il risultato sia ottenuto.

 

2) È abituato a dare il meglio di sé anche quando le condizioni sono sfavorevoli.

Il vero Campione utilizza come metro di paragone sé stesso. 

Non gareggia per fare meglio dell’avversario, il confronto è con sé stesso e i propri limiti; ad ogni partita o gara, ad ogni allenamento cerca di alzare l’asticella oltre il proprio limite. 

Questo atteggiamento crea l’abitudine all'eccellenza e chi è abituato a dare il meglio di sé lo fa sia con il sole che con la pioggia, sia che si senta pieno di energia sia quando è stanco e debilitato. Dare sempre, in ogni allenamento, il meglio possibile a prescindere dalle proprie condizioni fisiche e mentali alimenta la convinzione e aumenta l’incredibile forza interiore che farà la differenza nel momento della competizione.

 

3) È pronto a soffrire più degli altri e reagisce rialzandosi e anticipando le cadute.

Nello sport, come nella vita, tutti prima o dopo affrontano imprevisti e sfide difficili che possono avere effetti devastanti per persone a atleti non preparati. 

Esistono sconfitte che possono avere effetti negativi per molto tempo limitando la crescita e le possibilità di successo di persone e atleti.

Ma come si può reagire alle cadute della vita e dello sport?

 

Una prima possibilità è dare la colpa alla sfortuna, piangersi addosso e credere che il destino ti abbia privato di un successo meritato. 

La tentazione di mollare tutto è grande e invece di concentrarsi sul motivo della sconfitta e assumersi la responsabilità del risultato ottenuto, si cerca conforto nelle parole di amici e parenti. 

Risultato? Si perde forza dando spazio a convinzioni limitanti del tipo: “Non ci posso fare nulla, non dipende da me” oppure “forse non sono portato per questo sport” o la peggiore “Tizio ha vinto perché raccomandato”, “la squadra X vince perché ruba”…

 

La seconda possibilità è fuggire dalla responsabilità cercando alibi oppure incolpando altre persone e così facendo si aumenta la frustrazione. Questo atteggiamento alimenta rabbia che limita la lucidità mentale e anche quando si ha la forza di ricominciare le convinzioni, la motivazione e la determinazione saranno sempre meno forti del necessario.

 

Esiste la terza possibilità in cui, anche se la sconfitta fa molto male e la caduta è stata clamorosa, ci si rimbocca le maniche, si analizza l’accaduto, si impara dagli errori e si riparte con rinnovato entusiasmo, forza mentale e grande convinzione per raggiungere gli obiettivi prefissati. È questo che chiamo il dolce sapore della sconfitta.

 

E tu come reagisci alle cadute? Hai la stoffa del Campione nei momenti difficili?

 

4) Sa interpretare i fatti a proprio vantaggio.

Nessuno meglio di noi stessi sa valutare le proprie esperienza. 

Molto spesso questa valutazione viene fatta in modo automatico e inconsciamente e anche quando vinciamo possiamo essere contenti ma allo stesso tempo sentirci insoddisfatti della prestazione o viceversa.   

Un campione valuta tutti gli aspetti e sa interpretarli a proprio vantaggio imparando e migliorando nei punti che devono essere migliorati. 

Si chiede costantemente se la vittoria è stato un evento positivo o negativo e lo stesso fa con la sconfitta (non sono rari i casi Campioni che fanno risalire l’origine dei successi ad una sconfitta bruciante così come è estremamente comune dopo una vittoria evidenziare ciò che deve essere migliorato).

I fatti in sé sono neutri, qualsiasi fatto. Siamo noi stessi che stabiliamo se un’esperienza (vittoria o sconfitta) è stata positiva o negativa e il vero Campione sa attribuire ai fatti significati utili a farlo migliorare.

 

5) Esalta i suoi punti di forza.

Lavorando con atleti di altissimo livello ho notato che applicano alla lettera il Principio di Pareto 80/20 esaltando i propri punti di forza, migliorandoli e utilizzandoli di forma automatica al momento opportuno. 

Il Campione non ha come obiettivo la perfezione assoluta, il suo obiettivo non è diventare il migliore del mondo, il vero obiettivo è migliorarsi ed è per questo che vince quasi sempre e diventa il migliore del mondo.

Lavora quotidianamente per allenarsi meglio del giorno prima e sa in ogni momento esaltare i propri punti di forza. Convinzione e fisiologia e postura escono fortificati dall'abitudine all'eccellenza e questa forza interna lo aiuta a fare molto meglio degli altri ciò che sa fare bene senza farsi destabilizzare dai possibili errori. 

 

6) Vive il momento presente.

Non è importante ciò che è successo e nemmeno quello che succederà: è fondamentale ciò che sta succedendo! 

Questo è il pensiero costante del Campione che gli permette di concentrarsi completamente su quello che sta facendo. Vive nel presente, allenandosi con il piacere e la volontà di migliorarsi come persona e come atleta giorno dopo giorno, con determinazione e persistenza. Nel giorno della gara è totalmente focalizzato sull'evento e questo gli permette di fornire prestazioni di altissimo livello con qualche picco di eccellenza assoluta (alta performance e trance agonistico)

 

Ma Diego non si impara dal passato?

Certo si impara dal passato ma non bisogna restare ancorati al passato, non si deve lasciare spazio a rimorsi e rimpianti, a ciò che poteva essere e non è stato, il passato serve per imparare, il passato è un grande maestro che trasmette il suo insegnamento quando utilizzato correttamente. 

 

Ma Diego perché non devo guardare al futuro se ho un obiettivo determinato nel tempo?

Semplice il Campione non si proietta nel futuro per crearsi paure e pre-occupazioni inutili, utilizza nel momento presente una proiezione nel futuro (ponte al futuro) per creare un’immagine chiara di ciò che è determinato ad ottenere e con base in questa “visualizzazione” esegue specifici allenamenti mentali.

 

Il Campione costruisce il successo adesso perché sa che dando il massimo nel momento attuale si sta preparando al meglio per cogliere il risultato sperato in futuro.

 

E tu quale di questi atteggiamenti hai bisogno di migliorare per raggiungere nello sport e nella vita il risultato desiderato?

®© Diego Trambaioli

Foto: Google Search | Google Search

 

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Mental Coach de Alta Performance
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